VLN endurance racing championship Nürburgring

Aprile 2019

Quando si dice Nürburgring si dice tempio del motorismo teutonico e mondiale, ci piaccia o meno. Per questo motivo, quando l'amico Marco Timbal ci ha proposto di raggiungerlo sul circuito in occasione della "4 ore" non abbiamo potuto dire di no.

Il VLN e' un campionato endurance che si corre esclusivamente sulla Nordschleife fin dal 1977 e che raccoglie un eterogeneo e coloratissimo universo di vetture e piloti.

La "nostra" vettura e' una Porsche Cayman 981 da 2.706 cc della KRS Motorsport che corre nella classe "V5", vale a dire vetture fino a 3 litri e che consentono pochissime modifiche rispetto a quelle stradali dalle quali derivano (alleggerimento, assetto e freni, principlamente, oltre quelle necessarie alla sicurezza).

Siamo arrivati al circuito nella mattinata di venerdi' 12, con un freddo imprevisto ad Aprile visto l'inverno eccezionalmente mite ... temperature vicine allo zero, un vento tagliente e nubi minacciose all'orizzonte, con neve prevista per il sabato di gara.

Il regolamento del VLN prevede la possibilita', per l'appunto il venerdi', per i non concorrenti, di effettuare giri di pista a fianco dei piloti impegnati nel campionato.

Dopo le (veloci) procedure burocratiche alla direzione corsa, procediamo alla procedura di "vestizione" ... tuta omologata, sottocasco, casco e via cerchiamo di intrufolarci nell'abitacolo, del tutto simile alla versione stradale ... se non fosse per il roll-bar integrale che rende la salita e discesa dal piccolo abitacolo un esercizio di contorsionismo. Con qualche sforzo di incastriamo nel sedile Recaro da corsa, che ci garantisce la tenuta ottimale in curva e siamo pronti a partire.

La giornata fredda, come gia' ricordato, non rende agevole la vita delle gomme da 18''. Usciamo dai box con il cambio pdk che innesta velocemente i rapporti. La prima frenata ci fornisce gia' impressioni positive sulla qualita' dell'impianto (derivato dalla sorella maggiore 911) e sulle doti di stabilita' della vettura, che non si scompone neppure quando si aziona il pedale con la vettura non proprio "diritta" (a condizione che si riacceleri tempestivamente una volta impostata la curva, pena una eccessiva "chiusura" del posteriore, che agevola invece l'andatura nel toboga del circuito da GP).

Come abbiamo scritto, le modifiche alla vettura di serie sono limitate e possiamo contare su una potenza che non arriva ai 290 cv; questo limite appare evidente dovendo riprendere nelle salite che seguono alcune curve a lenta percorrenza ... il telaio potrebbe certamente accettarne di piu' ma la quasi assenza di deportanza aerodinamica (presente invece nelle classi superiori dove imperversano enormi alettoni ed altre appendici) porrebbe poi certamente altri problemi. Ne abbiamo comunque abbastanza per divertirci, anche se gli 80kg (abbondanti) aggiuntivi del copilota ci creano un evidente deficit di prestazioni nei confronti degli altri concorrenti. Che pero' dovrebbero ricordare che "per arrivare primi, prima occorre arrivare" ... nel nostro assaggio della pista, abbiamo visto un paio di bandire gialle e qualche uscita di pista, in un caso con la distruzione della vettura (una BMW M4) con relativo addio alla gara del sabato.

Scendiamo dall'auto dopo esserci disincagliati dai sedili cercando di sembrare piu' atletici possibile, superiamo l'assalto degli onnipresenti fotografi (non perche' facciamo parte dei VIPs, semplicemente perche' attorno al "Ring" ruota tutto un mercato dell'indotto che coinvolge media, eventi, hotel, carrozzerie e meccanici) e ci lasciamo andare a qualche riflessione di carattere "politico". Il motorsport come lo abbiamo conosciuto finora e' destinato ad un inesorabile declino ... costi crescenti, non sempre giustificati ma venduti in nome della "sicurezza" si uniscono ad una cresente difficolta' nel raccogliere sponsorizzazioni: problema di valori generazionali ma anche di assenza di ritorno di immagine (quando non addirittura negativo) con in mezzo l'appassionato corridore amatoriale ridotto a vero e proprio pollo da spennare. Ormai gli unici interessati ad investire sembrano essere le case "ufficiali" visto che costruiscono veicoli e quelle del settore "componentistica". Per il resto ... zero assoluto.
Dobbiamo rassegnarci ad un futuro di "Formula E" ed il resto dominato dalle case ufficiali e dei "nuovi ricchi" privi di cultura automobilistica? Solo il tempo potra' dirlo, ma nulla di buono all'orizzonte.




"Volevamo scrivere qui un motto intelligente ma al momento non ci viene in mente nulla"

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