ADA PCT 2024
Dopo l'esperienza del 2024 in Slovenia e del 2025 da protagonisti a Praga, non potevamo mancare a questa edizione austriaca del 2026, organizzata dal Porsche Club Graz.
Come l'anno scorso, ci ha accompagnato la fida Biancaneve, la nostra 911 2.4 S del 1973.
Sulla carta, Biancaneve rappresenta la scelta perfetta per questo genere di brevi raid: comfort “sportivo”, ma in compenso accettabile per un tracciato di poche centinaia di km su stradine tortuose, con limiti di velocità assai severi e pochi rettilinei dove scaricare tutte le marce. Insomma: leggerissima e agile, motore potente e sufficientemente elastico, assetto non estremo. Tutte doti che ci sarebbero state utili anche nelle prove al Red Bull Ring, di cui parleremo in seguito.
Dopo un viaggio di diverse ore in condizioni meteorologiche difficili, siamo arrivati a Graz con gli altri amici del Porsche Club Praha. Insieme agli altri partecipanti ci siamo dati appuntamento in un noto hotel del centro cittadino, con il parcheggio sotterraneo trasformato in un raduno multicolore di sole Porsche.
Graz è la seconda città più grande dell'Austria e la capitale dello stato federale della Stiria. Pur essendo nota soprattutto per il suo centro storico e le sue università, è anche uno dei più importanti centri tecnologici dell'Europa centrale per il settore automobilistico e della mobilità. La città coniuga produzione avanzata, ricerca ingegneristica e innovazione automobilistica, rendendo il settore un pilastro fondamentale dell'economia regionale.
Le radici dell'industria automobilistica di Graz risalgono alla fine del XIX e all'inizio del XX secolo, periodo in cui la produzione industriale in Stiria si espanse rapidamente. Una tappa fondamentale fu lo sviluppo della Steyr-Daimler-Puch, un importante conglomerato industriale produttore di veicoli, motociclette, equipaggiamenti militari e macchinari.
Oggi Magna Steyr è il più importante produttore automobilistico di Graz. L'azienda costruisce veicoli per numerosi marchi internazionali, come Mercedes-Benz, BMW, Jaguar e Toyota.
Questa importante storia industriale austriaca è anche profondamente legata al marchio automobilistico che ci unisce e sotto la cui bandiera ci ritroviamo puntualmente.
Negli anni 1929-1931, proprio il Prof. Ferdinand Porsche lavorò direttamente per Steyr (basata allora nell'omonimo capoluogo dell'Alta Austria). In quel periodo l’azienda — che aveva avuto a libro paga anche il celebre Hans Ledwinka — voleva modernizzare la propria produzione automobilistica e assunse Porsche come direttore tecnico e membro del board.
Alla Steyr, Porsche progettò diverse automobili innovative e di fascia alta, tra cui la Steyr Austria che condusse personalmente al salone di Parigi, ricevendo una accoglienza trionfale.
A causa di complicate vicende industriali e finanziarie che qui sarebbe troppo lungo elaborare, Porsche lasciò l’azienda nel 1931. Poco dopo fondò il proprio studio di ingegneria, che sarebbe poi diventato la base della futura Porsche AG.
Non possiamo esimerci dal ricordare Helmut Marko, nato nella regione nel 1943 e vincitore della 24 Ore di Le Mans del 1971, alla guida di una Martini-Porsche 917K in coppia con Gijs van Lennep.
Ma il figlio (sebbene di adozione) forse più illustre di Graz, quando si tratta di Motorsport, è proprio Jochen Rindt. Nato in Germania, dopo la tragica scomparsa dei genitori in seguito ad un bombardamento aereo quando aveva 15 mesi, fu allevato dai nonni proprio nel capoluogo della Stiria. Sebbene il nonno avesse scelto di mantenere la cittadinanza tedesca per Rindt, per tutta la sua carriera corse con una licenza austriaca. In un'intervista, descrisse le sue origini come un "terribile miscuglio" e, quando gli fu chiesto se si sentisse più austriaco o tedesco, rispose di sentirsi "un europeo". Tragicamente e troppo presto scomparso, fu coronato postumo Campione del Mondo di Formula 1 nel 1970.
Degna di nota è l'importante comunità e centro di cultura slovena che risale sin dai tempi del Ducato di Stiria e che riunì studiosi nell'università di Graz, che svolse questo importante ruolo fino al 1919, quando fu aperta quella di Lubiana. Per rimanere nel nostro "settore" anche il famoso industriale Johann Puch era parte di questa comunità (Janez Puh). Questa anima mitteleorupea, proprio come quella di Rindt, rispecchia perfettamente lo spirito di un evento ormai imprescindibile come ADA.
Da questa breve introduzione si capisce come la guida sportiva non rappresentasse l'unico momento dell'evento.
Dopo il check-in in albergo, la registrazione al banco del Porsche Club Graz, gli abbracci con gli amici vecchi e nuovi, e una rinfrescata eccoci subito al primo programma della giornata: appuntamento con la nostra guida in Karmeliterplatz per una visita alla città, come qualsiasi turista che si rispetti.
Fra i monumenti degni di nota il Duomo (Dom), raro monumento dell'architettura gotica. Un tempo, le sue pareti esterne erano decorate con numerosi affreschi rappresentanti le "piaghe" del Signore (Gottesplagenbild ... peste nera, locuste, invasioni dei turchi, giusto per enumerarne alcune) e pregevoli lavori ebanistici attribuiti ad Andrea Mantegna. Particolarmente caro a noi porschisti per evidenti ragioni è stato l'affresco tardo-medievale di San Cristoforo.
Proprio accanto, in perfetto stile asburgico, dove chiesa e stato si compenetrano e si confondono, si trova il mausoleo dell'imperatore Ferdinando II. A sovrastare il tutto da 475 metri di quota, vi è la collina del castello (Schlossberg), ove sorgeva una fortezza demolita dai francesi all'inizio del XIX secolo, della quale rimane la Torre dell'Orologio (Uhrturm), simbolo di Graz.
Lo raggiungiamo a piedi, salendo la ripida scalinata (ora capisco perché la chiamino Kriegssteig, ossia percorso di guerra!). Eccoci arrivati, giusto in tempo per la cena, scampando fortunosamente a un furioso temporale. Dallo Skybar si può apprezzare un magnifico panorama e le fattezze degli edifici visitati nel pomeriggio.
Per il ritorno a notte inoltrata proviamo la funicolare (Schlossbergbahn) ed attraversiamo la montagna via la galleria principale del sistema di tunnel costruito durante la II Guerra Mondiale allo scopo di proteggere la popolazione residente dai raid aerei alleati.
Nulla di meglio di una camminata verso l'hotel per smaltire la ricca cena ed apprezzare un altro lato di Graz, oltre a quello storico, quello della modernità. Graz si è affacciata alla ribalta internazionale nel 2003, quando divenne Capitale Europea della Cultura, e vennero erette nuove strutture, progettate da famosi architetti, come il Museo d'Arte Contemporanea di Graz (Kunsthaus Graz) e l'isola artificial sul fiume Mur, una piattaforma galleggiante in acciaio che ospita un caffè, un teatro all'aperto e un parco giochi.
Una breve ma profonda dormita e siamo di nuovo in campo ... adesivi e numeri di gara appiccicati alla vettura e via verso Burg Rabenstein. Biancaneve sfoggia orgogliosamente il numero 3, numero perfetto ... via al cronometro alle 08:32:30 precise dal punto di partenza in Paulustorgasse.
Con noi sono gli altri amici del Porsche Club Praha, al via con una decina di vetture su un totale di ben 125 presenti, rappresentanti una quindicina o forse più, di Porsche Club ufficiali nella regione dell'Europa Centrale.
Per quanto ci riguarda, facevamo parte di una rappresentanza eterogenea e ben rappresentativa del mondo Porsche ... quattro "aircooled" rappresentative di tutta la storia del marchio ... F-model; G-model; 964; 993 ... una per ogni generazione fondamentale. Poi 997, Boxster di varie generazioni, incluse Spyder ed RS; perfino una Instant Classic come una specialissima 992 ST a completare il quadro. Di più era veramente difficile fare.
Prima tappa, dunque, per un totale di 110 km fra un idillio di strade dall'asfalto pressoché perfetto, attraverso paesaggi bucolici, per un puro piacere di guida.
È d'obbligo qualche fermata fuori programma per scatti fotografici altrimenti irripetibili. Il colpo d'occhio finale sotto la rocca toglie il fiato.
Un lauto pranzo gustato con calma e siamo di nuovo in strada per raggiungere velocemente il circuito del Red Bull Ring / Spielberg, ex Österreichring, sito vicinissimo a quello storico di Zeltweg, che era ricavato sul tarmac di una base aerea (un po' sull'esempio di Silverstone). Si tratta per noi di un gradito ritorno, visto che mancavamo dalla zona da qualche anno.
Sul posto ci attende una prova di regolarità, ma soprattutto la possibilità di dare libero sfogo alla cavalleria delle nostre giumente sul "pistino" del Driving Center. Le curve strette in contropendenza e i repentini cambi di traiettoria hanno messo a dura prova differenziali e sospensioni delle nostre vetture, ma ne è valsa la pena!!!
Un rinfresco al Box 31/32 e via per la visita guidata alla sala controllo del circuito, il vero cervello "dietro alle quinte" di tutto il sistema, ed il luogo sacro in cui operano i responsabili della sicurezza in gara ed i membriCollegio dei Commissari Sportivi (Stewards), ossia l'organo che decide sul rispetto del regolamento da parte dei piloti o dei team ed eroga sanzioni e reprimende.
Nel frattempo, compiliamo i nostri bollettini per il concorso di eleganza ... tre voti per le nostre favorite ... ma il voto è segreto, quindi non chiedeteci altro!
Non è tempo per indugi, riprendiamo la A9 e torniamo verso Graz ... mettersi in tiro per il gala si annuncia un esercizio lungo ed impegnativo, specie per le signore "in lungo" ...
La serata di gala ci vede ospiti delle ricchissime sale barocche del Monastero dei Minoriti. Il vociare festante, le risate, la buona musica dal vivo (suonata vigorosamente, per un divertente pastiche proprio sotto al cartiglio, posto sul fregio dell'altissimo soffitto, che recita "SILENTIVM") ed il buon vino ci inebriano ma allo stesso tempo ci invitano a riflessioni non pertinenti al momento. Ad esempio quanto la ricchezza dei luoghi fosse consona, all'epoca, rispetto al messaggio di modestia e povertà predicato secoli prima da San Francesco, fondatore dell'Ordine da cui l'edificio prende il nome ... ma lasciamo perdere tali argomenti filosofici e torniamo a noi. Rientriamo nuovamente a piedi ... la perfetta pavimentazione stradale perdona anche l'utilizzo delle "scarpe di vernice" dei cavalieri ed i vertiginosi tacchi delle Signore.
Buona notte.
Siamo attesi alle 09:02:30 precise per il via ufficiale sulla centralissima Freiheitsplatz, gremita dalla cittadinanza festante, fotografi ed interviste dal vivo degne della Mille Miglia. Notoriamente riottosi alla disciplina, il Porsche Club Praha si è invece presentato all'ordine compatto una quarantina di minuti dopo, in modo da poter seguire il percorso tutti assieme ... chiaramente con il benestare dell'organizzazione del P.C. Graz, che ci ha supportato (e sopportato) prima, durante e dopo l'evento. Vi vogliamo bene, ragazzi e ragazze!!!
Guidare tutti insieme? Bello e facile ... almeno in teoria. Nel dedalo di stradine del centro, da una decina che eravamo, ci ritroviamo ben presto in tre ... pazienza, ci ricongiungeremo più tardi con gli altri alla tappa intermedia presso il Café “Zuckermühle” a Bärnbach. Zitto e guida!
Degustazione d'obbligo di dolciumi locali e siamo alle prese con una prova di regolarità su fondo sterrato in una cava ... all'amico arrivato con la 911 Dakar non pare vero!
Conclusa l'operazione con qualche allegra sgommata, partiamo alla volta della destinazione per il nostro gruppo: quello della strada del vino ... "Cars & Wine" is the new "Cars & Coffee"! Il secondo gruppo, procederà per il pranzo al Golf Club
La strada che ci porterà al Weingut Pichler-Schober a St. Nikolai im Sausal si snoda appunto lungo la Südsteirische Weinstraße. Essa attraversa villaggi e campagne che non abbiamo timore nel definire, in assoluto, di gran lunga tra le più curate e ordinate che abbiamo mai attraversato nei nostri giri in lungo ed in largo per l'Europa. Edifici impeccabilmente mantenuti, strade dal fondo irreprensibile, marciapiedi come nuovi, tutto lindo e pulito, una delizia per gli occhi ... pure le mucche a bordo strada sembravano appena uscite dall'estetista! Battute a parte, un esempio da prendere per tutte le località, anche e soprattutto nella nostra Italia, che si vogliano mostrarsi attente al territorio ed attrarre turismo di qualità.
In queste zone i cicli sembrano svolgersi in maniera difforme dal normale ritmo delle lancette dell'orologio ... passeggiata d'obbligo fra i filari (perfettamente rettilinei, manco a dirlo) di 80 metri precisi sulla costa sud della tenuta, una tavola riccamente imbandita con vista sulla valle ... che vuoi di più? Forse solo l'adrenalina al volante delle nostre cavalline ...
Ed eccoci quindi ancora per altri 19 km fra le colline tempestate di vigneti della Stiria, ai confini con la Slovenia ... con le auto degli amici del gruppo Golf che incrociamo in direzione opposta sullo stesso percorso ... una raffinatezza organizzativa degna di un club di appassionati veri come quelli del PCG!
Ci ritroviamo con gli altri partecipanti al Hotel Schloss Seggau di Leibnitz per una emozionante serata tradizionale austriaca ... negli enormi sotterranei di una cantina dalle gigantesche volte in mattoni e dalle altrettanto voluminose botti di legno elegantemente intarsiate ... sembra di essere tornati indietro nel tempo, agli albori del mito Porsche stesso, quando in luoghi come questo venivano tracciati piani e definiti i destini degli assetti industriali ben oltre la portata regionale o nazionale. Senza queste solide fondamenta, non saremmo qui ora a celebrarne gli allori passati, presenti e futuri.
La distribuzione dei premi (Prova di Regolarità e di Eleganza) ci vede presenti con un premio speciale all'amico D.M. e consorte (Porsche Club Méditerranée ma in quota PCP) per il partecipante proveniente da più lontano: circa 1200 km macinati con disinvoltura da Marsiglia a bordo di una Boxster 981 Spyder.
La serata si chiude in armonia, con gli amici dei Balcani che intonano nostalgiche canzoni delle loro terre fino a notte fonda ... l'allegro trambusto si trasforma ben presto in una sorta di serena ninna nanna jugoslava che ci concilia il sonno.
È mattina, la pioggia notturna si è ormai sopita, Biancaneve è là sulla piazza centrale, in bella mostra, pronta al lungo viaggio di ritorno ed impaziente di ruggire ancora. E la accontenteremo, ma non prima di aver goduto di una ricca colazione e di aver reiterato gli infiniti baci ed abbracci ... non di rito ma sentiti e sinceri. Amici miei mi mancate già! Basta lacrimucce ... gentlemen (and dames) start your engines ... appuntamento all'anno prossimo!
Ogni anno ADA cerca di alzare l'asticella ... ognuno degli organizzatori ha il proprio punto di forza, che gli sfidanti cercano di superare ... al solo scopo di regalare momenti di genuina felicità agli altri club. La sfida è lanciata ... nel 2026 toccherà all'Ungheria: organizzerà il Porsche Club Pannonia: i presupposti per riuscire ci sono tutti!
Per ulteriori immagini si rimanda al nostro twitter account, tags: #ADA2026.
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