Early 911 S Registry European Gathering 2017

Scorribande fra Alsazia e Foresta Nera


Ci sono viaggi che si preparano con largo anticipo e altri che iniziano molto prima della partenza, magari davanti allo schermo di un computer, leggendo le discussioni di un forum popolato da persone che condividono la stessa passione. L’Early 911 S Registry European Gathering 2017, secondo raduno europeo del famoso club USA EARLY 911S REGISTRY, apparteneva decisamente alla prima categoria.

Quando sul forum dell’Early 911 S Registry comparve il messaggio “Save the date – 05th-08th October 2017”, capimmo subito che non sarebbe stato un semplice raduno Porsche. Dietro l’organizzazione c’eravamo anche noi, fra i nomi ben conosciuti nella comunità degli appassionati di 911 raffreddate ad aria. Il programma prometteva qualcosa di speciale: quattro giorni tra Francia, Svizzera e Germania, strade leggendarie della Foresta Nera; circuiti e collezioni private normalmente irraggiungibili percorrendo centinaia di chilometri di curve da vivere al volante.

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ESR riunisce tutte le 911 "classiche", cioe' quelle prodotte dal 1963 al 1973, caratterizzate dal cofano "lungo" e volgarmente note in Italia come "pre-bumper".

In viaggio con Fiona

La protagonista del nostro viaggio sarebbe stata lei: Fiona, la nostra Porsche 911 Carrera 3.0 del 1977, colore Oak Green Metallic, una tonalità storica nel mondo Porsche, che cambia carattere a seconda della luce, passando dal verde profondo a riflessi quasi bronzei nelle giornate autunnali.

Già dalle settimane precedenti l’evento si respirava quell’atmosfera tipica dei grandi incontri tra appassionati: messaggi organizzativi, battute tra membri storici, consigli tecnici e inevitabili raccomandazioni meccaniche.

Una su tutte fece sorridere molti partecipanti: “Controllate i freni. Ci saranno discese fino al 18%”. Non era un’esagerazione. Gli organizzatori conoscevano bene la Foresta Nera e sapevano che quelle strade, per quanto meravigliose, non perdonano impianti frenanti trascurati o fluidi vecchi.

Così Fiona ricevette le attenzioni che meritava: controllo generale, verifica dell’impianto frenante, pressione gomme, olio e tutti quei piccoli rituali che chi possiede una Porsche classica conosce fin troppo bene. Preparare l’auto fa già parte del viaggio.

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Fiona

Giorno 1 – Mulhouse, benzina e storia

Il raduno iniziava giovedì 5 ottobre presso un luogo quasi mitologico per ogni appassionato di automobili: il Musée national de l'Automobile, in Francia, l’ex collezione Schlumpf, considerata una delle più grandi esposizioni automobilistiche del mondo.

Le prime strette di mano avevano il sapore di vecchie amicizie, anche quando ci si incontrava per la prima volta. Succede spesso nei forum di nicchia: per anni ci si conosce attraverso nickname e fotografie, poi improvvisamente quei nomi prendono voce, volto e macchina.

Dopo le attività dinamiche sul circuito della Cité de l’Automobile (che ci hanno causato qualche tirata d'orecchi per l'eccessivo entusiasmo) e la visita al museo, il gruppo si mise in movimento verso la base dell’evento, Hofgut Sternen, poco a est di Friburgo. Un trasferimento relativamente breve, circa ottanta chilometri, ma sufficiente per iniziare a capire il tono del weekend: niente fretta, buon ritmo, strade panoramiche e il rombo metallico dei flat-six a fare da colonna sonora.

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Gli equipaggi sul circuito della Cité de l’Automobile

Collezioni segrete e Foresta Nera

Il venerdì era già annunciato dagli organizzatori come una giornata intensa: circa 280 km attraverso la Black Forest, preceduti da una tappa esclusiva nella "Volante Collection" , la raccolta privata di Martin Waltz, a Kirchzarten, vicino Friburgo in Brisgovia (Germania).

Entrare in una collezione privata è sempre diverso da visitare un museo. Non ci sono cordoni, non c’è distanza emotiva. Ogni automobile racconta una storia personale, una ricerca, una scelta precisa del collezionista.

Ma il vero protagonista della giornata sarebbe stato il nastro d’asfalto della Foresta Nera.

Curve veloci alternate a tratti più stretti, saliscendi continui, boschi fitti e piccoli villaggi tedeschi quasi immobili nel tempo. Una di quelle strade dove una Porsche classica sembra improvvisamente ritrovare il proprio habitat naturale.

Fiona sembrava perfettamente a suo agio.

La Carrera 3.0 è spesso raccontata come l’anello di congiunzione tra le 911 raffreddate ad aria "classiche" e quelle moderne: meccanicamente sincera, analogica, senza filtri inutili. In effetti, il primo proprietario la ordino' all'origine persino senza il nuovissimo (per l'epoca) servofreno! In contesti come questo emerge tutta la sua personalità: sterzo comunicativo, motore pronto, quell’equilibrio unico che rende ogni curva un piccolo dialogo tra uomo e macchina.

Le soste diventavano occasioni per parlare di dettagli apparentemente insignificanti ma fondamentali per chi vive queste auto: codici colore, assetti, motori rifatti, interni conservati, storie di restauri impossibili.

E poi inevitabilmente arrivava sempre qualcuno davanti a Fiona. “Oak Green Metallic? Bellissimo colore, caricho di storia … raro da vedere così, ancora originale ...”.

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Sembra una frase fatta, ma in questo caso il viaggio e' quasi piu' importante della destinazione ...

Giorno 3 – Solo guida, solo curve

Il sabato era il giorno che tutti aspettavano. Gli organizzatori erano stati chiari fin dall’inizio: “No museums. No visits. Driving day all day.” Tradotto: circa 300 chilometri di pura guida.

Piccole strade secondarie spesso viscide, curve strette, carreggiate strette immerse nei boschi, seguite da tratti più veloci e scorrevoli dove il ritmo aumentava naturalmente. Nessuna competizione, nessuna pressione. Solo il piacere di guidare bene.

Il roadbook era studiato con cura maniacale e incluse le preziose mappe nei navigatori per non rischiare di perdersi tra le montagne della Foresta Nera.

Tra i consigli più curiosi condivisi sul forum ce n’era anche uno dedicato ai passeggeri sensibili al mal d’auto: “spingere sul pavimento con il piede interno alla curva”. Un dettaglio quasi buffo, ma raccontava bene lo spirito dell’evento: attenzione al piacere di guida, ma anche alla convivialità e al benessere dell’equipaggio. Ed è forse proprio questo il ricordo più forte del raduno: non soltanto le auto, ma le persone.

Perché un evento del genere non vive solo di Porsche bellissime o strade perfette. Vive di conversazioni nei parcheggi, delle cene finite tardi, delle storie raccontate davanti a una birra dopo centinaia di chilometri di curve.

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Non di sola benzina vive l'uomo ...

Domenica – Il ritorno e quella malinconia leggera

La domenica non faceva ufficialmente parte dell’evento, ma gli organizzatori avevano preparato un ultimo regalo: un roadbook da circa 200 km verso Motorworld Böblingen, vicino Stoccarda. Quel tipo di attenzione ai dettagli raccontava perfettamente la filosofia del raduno. Non un semplice meeting statico, ma un’esperienza costruita intorno al viaggio.

Per noi, tornare a casa (in questo caso, Bruxelles) significava anche riportare con noi qualcosa di difficile da spiegare a chi non vive questo mondo: la conferma che le Porsche classiche non sono oggetti da custodire sotto un telo in garage.

Sono auto nate per viaggiare. Per macinare chilometri. Per sporcarsi di pioggia, insetti e benzina (e purtroppo anche per rompersi il parabrezza con un sasso). E Fiona, nella Foresta Nera del 2017, ha fatto esattamente ciò per cui era stata costruita.

L’Early 911 S Registry European Gathering 2017 non è stato soltanto un raduno. È stato un viaggio da ricordare.


Di seguito una breve galleria fotografica, per ulteriori immagini si rimanda al nostro twitter account #BlackForest.

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Post scriptum. Giugno 2026. A distanza di anni, ripenso a quei giorni; restano il rumore del flat-six tra gli alberi, il verde profondo della carrozzeria sotto il cielo tedesco di ottobre e quella sensazione rara di essere nel posto giusto, con l’auto giusta, insieme alle persone giuste.