Bruxelles 2012: visita alla Galleria D'Ieteren, tra Porsche, Lamborghini e miti americani

Un viaggio nella storia dell'automobile.

Ci sono musei che si visitano e poi si dimenticano. E poi ci sono posti che, per chi vive davvero la passione automobilistica, restano impressi nella memoria per anni. La visita del nostro club alla D’Ieteren Gallery di Bruxelles, il 27 settembre 2012, appartiene decisamente alla seconda categoria.

Una “chicca” per intenditori. Non il classico museo ultra pubblicizzato, ma qualcosa di più particolare: una raccolta storica strettamente legata all’evoluzione dell’automobile europea e americana, custodita da uno dei gruppi automobilistici più importanti del Belgio.

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Bugatti Type 37 GP. Il telaio e la carrozzeria della Bugatti Tipo 35 furono riutilizzati sulla vettura sportiva Tipo 37. Equipaggiata con un nuovo motore a 4 cilindri in linea da 1,5 litri (1496 cc), ne vennero costruiti 290 esemplari. Questo motore (lo stesso della Tipo 40) era un design monoalbero a camme in testa a tre valvole e produceva 60 CV (44 kW).

Appena entrati si percepisce subito che non si tratta di un semplice museo dell’auto. La D’Ieteren Gallery racconta oltre due secoli di mobilità, dalle carrozze costruite nell’Ottocento fino alle sportive moderne del gruppo Volkswagen-Audi, di cui D’Ieteren è storico importatore e distributore in Belgio. Il risultato è un percorso capace di mescolare tecnica, eleganza e nostalgia in modo davvero coinvolgente.

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Audi Front Cabriolet (1934). Nel 1932 Horch, Wanderer, DKW e Audi si fusero in Auto Union. Il team di Ferdinand Porsche progettò un motore sei cilindri in linea in alluminio da 1963 cc e 40 CV, inizialmente destinato ai modelli Wanderer.

Come sempre accade durante le uscite del club, il bello è stato condividere impressioni e commenti davanti alle vetture. Ognuno aveva la propria sensibilità: chi osservava i dettagli meccanici, chi le linee delle carrozzerie, chi si soffermava sui particolari degli interni.


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Studebaker Commander Coupé del 1940: un elegante classico americano che incarna lo stile e il fascino dell’epoca.

Una delle prime cose che ci ha colpito è stata la presenza delle grandi vetture americane tra le due guerre. Impossibile restare indifferenti davanti a quei frontali monumentali, alle cromature, ai passaruota enormi e alla ricchezza stilistica di un’epoca in cui l’automobile rappresentava status, potenza e ottimismo industriale. Auburn, Packard, Studebaker: nomi che oggi sembrano appartenere a un altro mondo ma che, osservati dal vivo, raccontano ancora perfettamente il sogno americano degli anni Trenta. La presenza di questi marchi non è casuale: D’Ieteren ebbe un ruolo importante nell’importazione di diversi brand americani già in quegli anni.


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Una delle due straordinarie Lamborghini (350 GT e 400 "Interim") della collezione.

Molto interessante anche la sezione dedicata alla tradizione sportiva tedesca e ai marchi del gruppo VAG. Nel 2012 faceva ancora un certo effetto trovare Lamborghini all’interno dell’universo Volkswagen-Audi. Erano passati relativamente pochi anni dall’ingresso del marchio di Sant’Agata nell’orbita del gruppo, ma già si percepiva il contrasto affascinante tra la razionalità industriale tedesca e il carattere passionale delle supersportive italiane. Davanti alle Lamborghini esposte il tempo sembrava rallentare: linee basse, tese, aggressive, impossibili da ignorare.


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La leggendaria Porsche 959 (1987).

Naturalmente Porsche ha avuto un posto speciale durante la visita. Per un appassionato è uno di quei marchi che non ha bisogno di presentazioni. Vedere da vicino modelli storici del marchio di Stoccarda, insieme a cimeli e riferimenti alla lunga collaborazione con D’Ieteren, è stato uno dei momenti più apprezzati del percorso. Porsche non è solo sportività: è continuità tecnica, identità e coerenza stilistica attraverso le generazioni.


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1934 Auto Union Type A Grand Prix V16 Monoposto; una ricostruzione di eccezionale fedeltà e perfettamente guidabile su strada, commissionata direttamente da D’Ieteren.

Molto suggestiva anche la parte dedicata ad Audi e alla storia delle competizioni. Una delle vetture che ha attirato maggiormente l’attenzione è stata la ricostruzione di una macchina da corsa anteguerra ispirata alle leggendarie Auto Union da Grand Prix: carrozzeria essenziale, meccanica a vista e quell’aspetto quasi intimidatorio tipico delle monoposto degli anni Trenta. Guardandola da vicino si capisce subito quanto fosse diverso il concetto di corsa automobilistica in quell’epoca: meno elettronica, meno compromessi, molto più coraggio.


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Hispano-Suiza 1929 T49 carrozzata da Carrosserie Dieteren (n. 4472): un’icona dell’età d’oro dell’automobile. Motore sei cilindri in linea da 3745 cc, 75 CV e cambio a 4 marce, espressione pura di eleganza e ingegneria d’epoca.

Naturalmente non potevano mancare alcune icone Volkswagen, tra Maggiolini e modelli che hanno segnato intere generazioni. Vederli inseriti nel contesto storico della collezione permette quasi di osservare dal vivo l’evoluzione dell’automobile europea nel Novecento.


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Il prototipo Volkswagen Type 30 (W30) esposto alla D'Ieteren Gallery non è un veicolo originale. Si tratta di una replica ufficiale altamente precisa, realizzata con grande meticolosità da D’Ieteren.

Un aspetto che personalmente ho apprezzato molto è stata la possibilità di osservare da vicino numerosi dettagli tecnici: ruote a raggi, meccanismi, sospensioni, componenti meccaniche e finiture spesso invisibili nei musei più “ingessati”. Non a caso, molte delle nostre fotografie si sono concentrate proprio su questi particolari.


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Bugatti vs Lamborghini ... decenni di tecnica automobilistica e stile.

Ripensando oggi a quella giornata del 27 settembre 2012, resta il ricordo di una visita fatta nel modo migliore possibile: senza fretta, tra amici accomunati dalla stessa passione e con il piacere di lasciarsi sorprendere da auto molto diverse tra loro ma unite dalla stessa capacità di raccontare un pezzo di storia.

La D’Ieteren Gallery forse non è il museo automobilistico più famoso d’Europa, ma proprio per questo riesce a conservare un fascino particolare. È una destinazione che ogni vero appassionato dovrebbe segnarsi, soprattutto se si trova a Bruxelles e desidera qualcosa di meno turistico e più autenticamente automobilistico.


Ulteriori immagini al nostro account twitter #Dieteren